Andy Warhol: l’essenza dai mille volti della Pop Art
Considerato il padre della Pop Art, Andy Warhol è stato uno degli artisti più iconici e influenti del ‘900. Grazie al carisma e alla forza delle sue opere ha rivoluzionato la visione dell’arte ed è, ancora oggi, fonte di ispirazione per milioni di artisti in tutto il mondo. Ha raccontato miti e simboli della società consumistica spingendo l’arte moderna oltre i limiti e lasciando in eredità vere e proprie icone che hanno fatto la storia delle arti visive.
Se sei un appassionato della Pop Art, hai la possibilità di aggiudicarti all’asta alcune litografie di Andy Warhol realizzate nel 1986 in collaborazione con il Carnegie Museum of Art
Il sogno americano e le prime opere
Andy Warhol, dopo la laurea in grafica pubblicitaria conseguita al Carnegie Institute of Technology, nel 1949 si trasferisce a New York e comincia a lavorare nel mondo dell’illustrazione pubblicitaria. Negli anni ’50, con il boom economico e la nuova società dei consumi, si diffonde l’American Dream e la Grande Mela si trasforma in un paese dei balocchi dove tutto può succedere.
È in questo periodo che Warhol inizia a farsi notare: di giorno lavora come pubblicitario, di notte si dedica ai suoi progetti creativi. Nascono, così, le prime opere ispirate alle immagini di consumo industriale e ai simboli icona del modo di vivere americano. Nel 1957, l’artista fonda un’azienda che porta il suo nome e inizia a commercializzare le sue creazioni.
Gli anni ’60 e la Pop Art
Negli anni ’60, Warhol inizia a raccontare la società americana attraverso uno sguardo esterno e distaccato. È in questo periodo che la sua visione artistica si consolida e che vedono la luce opere destinate a diventare delle vere e proprie icone. Le sue creazioni ritraggono i prodotti protagonisti del mondo pubblicitario e mostrano il vero volto della nazione a stelle e strisce. Un esempio sono le famosissime serie Coca-Cola e Campbell.
Celebri anche i ritratti multicolore di Marilyn Monroe, Elvis Presley, Marlon Brando e altri volti noti del mondo dello spettacolo e della politica. Le sue opere sono completa espressione del sogno consumistico e gettano i riflettori su una dimensione autenticamente popolare, condivisa da tutti gli americani. Warhol diventa il primo esponente della Pop Art sulla costa occidentale dell’America, senza mai ostentare distacco morale o giudizio critico, ma identificandosi appieno nello stile di vita americano.
Le cifre stilistiche di Warhol e la nascita di The Factory
Sin dagli esordi, Warhol si è ispirato alla produzione pubblicitaria per realizzare i suoi progetti creativi. Questo aspetto ha fatto della serialità e della ripetizione i tratti distintivi delle sue opere, realizzate con la tecnica della serigrafia. Dopo le prime creazioni serigrafate realizzate a mano e poi riprodotte meccanicamente, Warhol si dedica alla fotoserigrafia pura.
Con la ripetitività, rinuncia ad ogni traccia artigianale e va oltre il concetto di unicità dell’opera d’arte. È in questo senso che l’artista ha rivoluzionato il mondo delle arti visive: ha voluto distinguere le sue creazioni dalle opere d’arte tradizionali. Per lui non sono pezzi unici, ma beni da consumare, che non devono necessariamente ricondurre alla mano dell’artista che li ha prodotti.
È proprio a partire da questa visione artistica che Warhol fonda un laboratorio collettivo chiamato The Factory, un open house che, attraverso un procedimento artistico meccanico, produce opere d’arte. Punto di incontro per artisti, attori e musicisti internazionali, la The Factory era il luogo in cui, attraverso un lavoro di squadra, si dava vita a opere d’arte a più mani.
Gli ultimi anni
Negli ultimi anni della sua carriera, Warhol ha prodotto opere che hanno mantenuto intatto il loro vigore e la loro originalità. Un esempio è la serie Skull, risalente al 1976, in cui l’artista ritrae teschi come memento mori. Interpreta queste immagini popolari senza connotazioni negative, ma come se fossero allegri prodotti di supermercato.
Molto conosciuta è la serie Myths creata nel 1981: un portfolio di 10 stampe che ritraggono soggetti noti del mondo del cinema, della storia e della cultura americana. Tra questi, ci sono le irriverenti serigrafie di Superman e Mickey Mouse. Tra il 1985 e il 1987 Warhol spoglia l’arte tradizionale dalla sua aura mistica: crea opere di grande formato dedicate al tema de L’Ultima Cena di Da Vinci, reinterpretatolo secondo la Pop Art.
Andy Warhol muore nel 1987. La forza della sua arte non si è esaurita e la sua fama ha continuato a crescere, facendone uno degli artisti più quotati al mondo. Gli appassionati delle icone e dei miti dei mass media che la Pop Art reinterpreta, hanno la possibilità di aggiudicarsi all’asta alcune litografie di Warhol che appartengono ad un’edizione limitata di 5000 pezzi. Ogni pezzo – che nasce dalla collaborazione con il Carnegie Museum of Art - è numerato a mano e firmato: è un’opera preziosa che potrà arricchire la vostra collezione!
